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Enrico IV (2 of 28)

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Atto Primo.(Continuo)

_Bertoldo (sotto questa valanga di notizie riparandosi la testa con le mani)._ Ho capito! ho capito!--Perciò non mi raccapezzavo, vedendomi parato così ed entrando in questa sala! Ho detto bene: non era vestiario, questo, del mille e cinquecento!

_Arialdo._ Ma che mille e cinquecento!

_Ordulfo._ Qua siamo tra il mille e il mille e cento!

_Landolfo._ Puoi farti il conto: se il 25 gennaio del 1071 siamo davanti a Canossa...

_Bertoldo (smarrendosi più che mai)._ Oh Dio mio, ma allora è una rovina!

_Ordulfo._ Eh già! Se credeva d'essere alla Corte di Francia!

_Bertoldo._ Tutta la mia preparazione storica...

_Landolfo._ Siamo, caro mio, quattrocent'anni prima! Ci sembri un ragazzino!

_Bertoldo (arrabbiandosi)._ Ma me lo potevano dire, per Dio santo, che si trattava di quello di Germania e non d'Enrico IV di Francia! Nei quindici giorni che m'accordarono per la preparazione, lo so io quanti libri ho scartabellato!

_Arialdo._ Ma scusa, non lo sapevi che qua il povero Tito era Adalberto di Brema?

_Bertoldo._ Ma che Adalberto! Sapevo un corno io!

_Landolfo._ No, vedi com'è? Morto Tito, il marchesino di Nolli...

_Bertoldo._ È stato proprio lui, il marchesino! Che ci voleva a dirmi...?

_Arialdo._ Ma forse credeva che lo sapessi!

_Landolfo._ Non voleva più assumere nessun altro in sostituzione. Tre, quanti restavamo, gli pareva che potessimo bastare. Ma lui cominciò a gridare: «Cacciato via Adalberto»--(perché il povero Tito, capisci? non gli parve che morisse, ma che nella veste del vescovo Adalberto gliel'avessero cacciato via dalla Corte i vescovi rivali di Colonia e di Magonza).--

_Bertoldo (prendendosi e tenendosi con tutte e due le mani la testa)._ Ma non ne so una saetta, io, di tutta questa storia!

_Ordulfo._ Eh, stai fresco, allora, caro mio!

_Arialdo._ E il guajo è che non lo sappiamo neanche noi, chi sei tu.

_Bertoldo._ Neanche voi? Chi debbo rappresentare io, non lo sapete?

_Ordulfo._ Uhm! «Bertoldo».

_Bertoldo._ Ma chi, Bertoldo? perché Bertoldo?

_Landolfo._ «Mi hanno cacciato via Adalberto? E io allora voglio Bertoldo! voglio Bertoldo! »--cominciò a gridare così.

_Arialdo._ Noi ci guardammo tutti e tre negli occhi: Chi sarà questo Bertoldo?

_Ordulfo._ Ed eccoti qua «Bertoldo», caro mio!

_Landolfo._ Ci farai una bellissima figura!

_Bertoldo._ (ribellandosi e facendo per avviarsi). Ah, ma io non la fo! Grazie tante! Io me ne vado! Me ne vado!

_Arialdo (trattenendolo insieme con Ordulfo tra le risa)._ No, càlmati, càlmati!

_Ordulfo._ Non sarai mica il Bertoldo della favola!

_Landolfo._ E ti puoi confortare, che non lo sappiamo neanche noi, del resto, chi siamo. Lui, Arialdo; lui, Ordulfo; io, Landolfo... Ci chiama così. Ci siamo ormai abituati. Ma chi siamo?--Nomi del tempo!--Un nome del tempo sarà anche il tuo: «Bertoldo».--Uno solo tra noi, il povero Tito, aveva una bella parte assegnata, come si legge nella storia: quella del vescovo di Brema. Pareva un vescovo davvero, oh! Magnifico, povero Tito!

_Arialdo._ Sfido, se l'era potuta studiare bene sui libri lui!

_Landolfo._ E comandava anche a Sua Maestà: s'imponeva, lo guidava, da quasi tutore e consigliere. Siamo «consiglieri segreti» anche noi, per questo, ma così, di numero; perché nella storia è scritto che Enrico IV era odiato dall'alta aristocrazia per essersi circondato a Corte da giovani della bassa.

_Ordulfo._ Che saremmo noi.

_Landolfo._ Già, piccoli vassalli regali; devoti; un po' dissoluti, allegri...

_Bertoldo._ Devo anche essere allegro?

_Arialdo._ Eh, altro! Come noi!

_Ordulfo._ E non è mica facile, sai?

_Landolfo._ Peccato veramente! Perché, come vedi, qua l'apparato ci sarebbe; il nostro vestiario si presterebbe a fare una bellissima comparsa in una rappresentazione storica, a uso di quelle che piacciono tanto oggi nei teatri. E stoffa, oh, stoffa da cavarne non una ma parecchie tragedie, la storia di Enrico IV la offrirebbe davvero. Mah! Tutti e quattro qua, e quei due disgraziati là _(indica i valletti)_ quando stanno ritti impalati ai piedi del trono, siamo... siamo così, senza nessuno che ci metta su e ci dia da rappresentare qualche scena. C'è, come vorrei dire? la forma, e ci manca il contenuto!--Siamo peggio dei veri consiglieri segreti di Enrico IV; perché sì, nessuno neanche a loro aveva dato da rappresentare una parte; ma essi, almeno, non sapevano di doverla rappresentare: la rappresentavano perché la rappresentavano: non era una parte, era la loro vita, insomma; facevano i loro interessi a danno degli altri; vendevano le investiture, e che so io.
Noi altri, invece, siamo qua, vestiti così, in questa bellissima Corte... --per far che? niente... Come sei pupazzi appesi al muro, che aspettano qualcuno che li prenda e che li muova così o così e faccia dir loro qualche parola.

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